"Safe": l'intervista al Presidente Piero Saulli

"Safe": l'intervista al Presidente Piero Saulli

SAFE: Può descriverci chi è Green Network e le principali attività di cui vi occupate?

Il gruppo Green Network nasce nel 2003, a seguito della liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica, iniziato con il decreto Bersani del 1999. Ho fondato il gruppo con mia moglie, Sabrina Corbo, attualmente vicepresidente. L’intera proprietà è riconducibile a noi e, sin dalla nascita del gruppo, abbiamo determinato l’assetto societario e organizzativo. Facciamo trading di energia elettrica, attività di holding e coordinamento, e vendita di energia elettrica a clienti finali. A partire dall’anno termico 2010/11, siamo presenti nel mercato del gas, con volumi di vendita superiori ai 300 Milioni di mc. Abbiamo anche diversi impianti di energia rinnovabile, in Italia e Romania: fotovoltaico, idroelettrico, eolico, biomasse, cogenerazione eccetera.
In più di dieci anni di attività abbiamo raggiunto un posizionamento di mercato consolidato, con un fatturato annuo di circa 1,4 miliardi di euro e un’altissima fidelizzazione dei clienti. Siamo fra i primi fornitori di elettricità sul mercato libero italiano e abbiamo aperto nel 2012 una filiale a Londra per il trading internazionale, che esercitiamo in dieci Paesi europei.

Come si sta evolvendo, alla luce dei forti cambiamenti che il mercato energetico ha vissuto e sta vivendo in questi anni, il business di Green Network?

Pur rimanendo presenti sul mercato dei grandi consumatori – i cosiddetti “energivori” – ci stiamo orientando sempre più verso il segmento retail-mass market. Inoltre, ci stiamo concentrando soprattutto sull’efficienza energetica; manteniamo i nostri impianti di rinnovabili ma cerchiamo di sviluppare principalmente sistemi di efficientamento. Per quanto riguarda il mass market, sul quale forniamo sia gas che power, stiamo crescendo a ritmi piuttosto interessanti, con circa 15.000 nuovi clienti al mese. Ormai da due anni, come detto, è operativo l’ufficio di Londra, e abbiamo avviato l’application, cioè la procedura, per diventare fornitori anche nel Regno Unito. Si tratta di un percorso abbastanza complesso e lungo, che richiede circa nove mesi per il completamento, diversamente dall’Italia, Paese nel quale chiunque si può improvvisare supplier in pochissimo tempo. Si potrebbe pensare di introdurre anche da noi un sistema simile, che rappresenterebbe una barriera all’ingresso, probabilmente necessaria per razionalizzare un mercato italiano eccessivamente frammentato.

La morosità nei settori elettrico e gas è un fenomeno negli ultimi anni in ascesa. Come giudica gli strumenti finora messi in campo dall’Autorità?

La morosità è un argomento trasversale, in quanto interessa tutti gli operatori del mercato, sia quelli come noi, sia quelli verticalmente integrati come Enel, Edison o Gaz de France. Tutti noi abbiamo interesse a fare in modo che si stabilisca un quadro regolatorio che impedisca il cosiddetto “turismo energetico”, cioè comportamenti illegittimi di soggetti che riescono ad evitare di pagare la bolletta saltando da un operatore all’altro, sfruttando cioè i “buchi” nel sistema normativo. Diverso è il caso delle situazioni di morosità che scaturiscono da situazioni di difficoltà, ma questo è un problema che non può ricadere su di noi, bensì deve essere in qualche modo socializzato, perché ormai la morosità che si è venuta a creare sul mercato è enorme, e quindi non più sostenibile. Sarebbe auspicabile che le regole venissero messe in piedi quanto prima dall’Autorità per l’Energia e fossero tali da non penalizzare operatori come Green Network rispetto a players più grandi che, invece, hanno le spalle sufficientemente larghe per poter sopportare il problema della morosità.

Ulteriore problema sentito da grossisti e trader è quello relativo alle garanzie da fornire a copertura dei rischi del sistema. Come si sta strutturando il dialogo con i distributori e l’Autorità su questo tema?

Disegnare oggi un quadro regolatorio particolarmente rigido per gli operatori che vendono energia, quando non si è ancora risolto il problema della morosità, rischia di generare delle difficoltà ad aziende come Green Network. Certo, siamo tutti d’accordo sul fatto che il quadro regolatorio debba essere costruito, anche perché prima non vi era altro che un contratto bilaterale fra il trader e il distributore. Ma questo quadro regolatorio dovrebbe tener conto della storia dell’operatore, e quindi della sua credibilità sul mercato, perché è fuor di dubbio che a causa del problema della morosità ci possano essere ritardi, ma non vedo perché per un ritardo di un giorno un’azienda sana debba rischiare di essere messa fuori dal mercato. E di questo la recente delibera 268 non tiene conto. Inoltre, così come tra i clienti vi sono coloro che volutamente non pagano, anche sul mercato vi sono operatori che purtroppo hanno creato problemi e distorsioni, ma appunto per questo è necessario distinguere; non vorremmo che questa delibera finisse per colpire sia le compagnie virtuose sia quelle meno virtuose. In questo contesto, la delibera 268 rischia di non selezionare correttamente gli operatori. Se guardiamo al mercato, in questi ultimi due-tre anni è cresciuto a dismisura il numero delle aziende fornitrici, perché, come detto in precedenza, in Italia non esiste nessun tipo di barriera all’ingresso. Quindi, molti operatori che prima erano banali strutture di agenzia si sono trasformati in grossisti. Ovviamente, in un contesto di mercato come quello di due, tre anni fa ciò è stato consentito perché esistevano le opportunità per poterlo fare, mentre oggi, secondo me, la riorganizzazione del mercato dovrebbe ridurre il numero di operatori a qualche decina, non di certo i 321 soggetti attuali che possono vendere energia sul mercato italiano, molti dei quali non hanno neanche un contratto di trasporto attivo con il distributore.

Quali opportunità e ostacoli crede possa implicare il superamento della tutela di prezzo nei mercati elettrico e del gas?

Secondo me, il superamento della maggior tutela è una grande opportunità sia per i clienti finali che per gli operatori. Ovviamente, bisogna fare in modo che questo segmento di mercato non si apra in maniera selvaggia, ma che ci siano delle regole ben precise e operatori seri che possano inserirsi in questo contesto. Nei due anni
che mancano all’apertura del mercato dovrà essere chiaro e definito il quadro regolatorio all’interno del quale si dovrà operare. E andrà risolto, beninteso, il problema della morosità. Ritengo che il cliente finale possa avere dei benefici nel passaggio al mercato libero, perché per come sta andando il mercato all’ingrosso è altamente probabile che i prezzi che si potranno offrire sul mercato libero saranno più competitivi di quelli della maggior tutela. La maggior tutela in passato ha beneficiato del fatto che i prezzi sul mercato libero erano fissati all’inizio dell’anno e poi rimanevano costanti per tutto l’anno. Nel mercato della maggior tutela, invece, l’Autorità aggiorna i prezzi trimestralmente e ciò, in un contesto di mercato all’ingrosso con prezzi in discesa, ha favorito la maggior tutela rispetto al mercato libero. Oggi che questa discesa si arresta – siamo arrivati al limite basso, anzi si rischia una risalita – vi è una reale opportunità di margine sul prezzo di vendita dell’energia. A tutto questo vanno aggiunti gli aspetti presenti sul mercato libero e assenti in tutela, quali i servizi aggiuntivi integrati nell’offerta. Questo è un caso in cui i benefici della concorrenza si fanno sentire. Infine, è evidente che tanto più si riuscirà a risolvere il problema della morosità, tanto più il mercato libero farà offerte competitive, perché è fuor di dubbio che questo mercato, oggi, nel pricing delle offerte deve anche tener conto della presenza un bad debt piuttosto importante, che potrà essere ridotto, e in prospettiva quasi eliminato, a condizione che si affrontino seriamente diversi problemi, primo fra tutti quello della morosità.

Green Network da quest’anno supporta le attività di SAFE ed in particolare, attraverso una borsa di studio, il Master in “Gestione delle Risorse Energetiche”. Che ruolo ritiene possa avere una specifica formazione per affrontare con successo la “professione energetica”?

L’energia è una merce assai particolare; è indispensabile alla vita di una società moderna, ma spesso la diamo per scontata, come quando accendiamo un interruttore. Invece, portare energia alle famiglie e alle imprese è un compito delicatissimo, che richiede diversi tipi di specializzazione tecnica lungo l’intero processo. Per queste ragioni, avere una specifica formazione per lavorare in questo campo è semplicemente indispensabile.

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