La Gran Bretagna verso una maggiore dipendenza dal gas estero

La Gran Bretagna verso una maggiore dipendenza dal gas estero

Il piano di Centrica Plc, volto a chiudere definitivamente il sito di stoccaggio del gas situato nel Regno Unito e ormai in perdita, incrementerà i ricavi della società di servizi pubblici, ma renderà la nazione più dipendente dalle forniture estere.

L’impianto di Rough, al largo della costa nordorientale dell’Inghilterra, ha funzionato a ritmi ridotti per più di un anno, afflitto da problemi tecnici, dopo oltre trent’anni d’impiego, e ripararlo sarebbe troppo dispendioso, come annunciato da Centrica martedì. La chiusura sembra essere una scelta intelligente e potrebbe incrementare i ricavi della società con sede a Windsor, in Inghilterra, di 2,5 pence ad azione, secondo Macquarie Group Ltd.

“Questa faccenda ha causato perdite notevoli in termini di liquidi, fondi e ricavi,” come ha spiegato via e-mail Dominic Nash, responsabile del settore ricerca per le società di servizi pubblici europee presso Macquarie a Londra. Il gas naturale liquefatto contribuirà a riparare la perdita in volumi di stoccaggio “sempre che il GNL sia disponibile,” ha proseguito.

Mentre il Regno Unito, con il prosciugamento dei giacimenti di gas nazionali, è diventato sempre più dipendente dai fornitori esteri, tra cui Norvegia e Qatar, la chiusura dell’impianto di Rough riduce lo stock di riserve, utile a frenare il rialzo dei prezzi dovuto ai picchi di consumo della stagione invernale. L’aumentato fabbisogno di combustibile renderà probabilmente più aspra la concorrenza per il GNL, determinando uno stato di incertezza come già sperimentato all’inizio del mese, quando i prezzi hanno subito un rialzo improvviso dopo che due navi, che trasportavano gas dal Qatar, hanno compiuto una virata, allontanandosi dalla rotta più diretta verso il Regno Unito.

L’impianto di Rough contiene circa 183 miliardi di piedi cubi (5,2 miliardi di metri cubi) del cosiddetto “cushion gas”, che attualmente si trova nel sito sotterraneo, equivalente a quasi il 7 per cento del consumo nazionale del 2016: un fatto destinato a determinare una pressione sui prezzi nell’inverno e nell’estate prossimi. Occorreranno diversi anni per attuare la produzione, una volta che il governo autorizzi Centrica a farlo, mentre ottenere l’approvazione sarà una questione di “mesi”, come ha indicato un portavoce via e-mail.

Esiste ancora una tenue possibilità che il governo possa riuscire a mantenere aperta una parte dell’impianto di Rough, per incrementare la sicurezza delle forniture, secondo Nash. I prelievi da stoccaggio hanno garantito il 10 per cento delle forniture di gas del Regno Unito nell’inverno 2014 – 2015, con una quota pari al 70 per cento proveniente da Rough.

Negli anni scorsi il governo aveva rifiutato l’idea di chiudere il sito di Rough, in quanto contribuiva a ridurre le oscillazioni stagionali dei prezzi tra l’estate e l’inverno. Con l’ulteriore apporto del GNL proveniente da Stati Uniti e Australia, oltre ad altri incrementi nelle forniture, la sicurezza energetica nazionale non è a rischio, anche chiudendo Rough, secondo quanto affermato dal Dipartimento delle imprese, dell’energia e della strategia industriale del Regno Unito all’inizio dell’anno.

A più lungo termine la chiusura causerà probabilmente un incremento dei prezzi invernali, determinando oscillazioni stagionali più ampie dei costi energetici nel mercato all’ingrosso, come afferma Pierluigi Frison, trader per il settore gas presso Green Network UK Plc a Londra.

“Per il Regno Unito significa entrare in competizione con l’Asia per i carichi di gas in inverno,” secondo Frison. “La dipendenza del Regno Unito dal GNL, chiaramente è destinata ad aumentare.”

Probabilmente si verificherà anche un incremento dei prezzi del gas nel Regno Unito rispetto a quelli del continente europeo con una conseguente riduzione del combustibile scambiato presso l’hub del National Balancing Point britannico, che ha perso terreno rispetto al Title Transfer Facility olandese, secondo Thierry Bros, senior research fellow presso l’Oxford Institute for Energy Studies.

“Con le trattative per la Brexit appena avviate, le incognite sui regolamenti riguardanti gli interconnettori tra Unione Europea e Regno Unito e ora anche la prevista cessazione del funzionamento dell’impianto di stoccaggio di Rough, il sovrapprezzo per NBP dovrebbe aumentare rispetto a quello di TTF, particolarmente in inverno,” ha spiegato Bros in una e-mail. “E la volatilità di NBP potrebbe subire un incremento se confrontata con quella di TTF, a vantaggio delle trading house indipendenti.”

Nel 2016 Centrica ha scoperto che alcuni dei pozzi si stavano deteriorando per motivi di età e ha deciso il fermo temporaneo delle iniezioni di gas verso l’impianto. In inverno sono stati eseguiti prelievi, ma in estate non è stato possibile effettuare iniezioni per rifornire il sito.

Gravi problemi con il sito di stoccaggio del gas naturale più grande del Regno Unito. Il proprietario del sito ha registrato una perdita pari a 57 milioni di sterline (72 milioni di dollari) nel 2016 relativamente allo stoccaggio. I trader hanno stimato a marzo che l’impianto di Rough potrebbe costare alla società almeno altri 100 milioni di sterline, inclusa la dismissione.

Centrica ha avuto un rialzo dello 0,4 per cento, arrivando a 203,2 pence, a Londra alle 11, dopo un primo calo del 2,2 per cento. Il gas naturale per l’estate successiva è sceso dell’1.4 per cento, arrivando a 38,46 pence per unità termica (4,88 dollari per milione di unità termiche britanniche), il valore più basso in un mese, nel mercato ICE Futures Europe. 

© Bloomberg, Kelly Gilblom

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