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Dimensioni del settore energetico

Vendite finali di energia elettrica

Nel 2018 sono stati venduti al mercato finale 255 TWh a circa 37 milioni di clienti. Rispetto al 2017 il consumo totale di energia elettrica è rimasto sostanzialmente stabile con una lieve flessione verso il basso (-0,5%), così come il numero dei punti di prelievo, che sono diminuiti dello 0,4%.

La contrazione dei consumi si è avvertita maggiormente tra le famiglie, mentre i consumi del settore non domestico hanno sostanzialmente tenuto; viceversa, si sono persi più clienti nel settore non domestico rispetto a quelli persi nel settore domestico. Più precisamente, le famiglie italiane hanno acquistato complessivamente 57,2 TWh contro i 57,8 TWh del 2017, registrando quindi un calo dell’1%, mentre l’energia acquisita dal settore non domestico è diminuita dello 0,4% essendo scesa a 197,9 TWh dai precedenti 198,7 TWh.

Vendite di energia elettrica al mercato finale per regione

La distribuzione dei consumi sotto il profilo geografico non evidenzia nessun mutamento eclatante rispetto al 2017 si evidenzia nella distribuzione dei consumi sotto il profilo geografico: la Lombardia rimane la regione con i consumi marcatamente più elevati e più che doppi rispetto al Veneto, seconda regione per dati di consumo.
Seguono – con valori consistenti – l’Emilia-Romagna, il Piemonte e il Lazio. In pratica, il 22% di tutta l’energia venduta nel mercato finale italiano viene acquistato in Lombardia; il 10% in Veneto, il 9% in Emilia-Romagna, l’8% in Piemonte e il 7% in Lazio. Le regioni che mostrano, al contrario, i valori di consumo più bassi sono la Valle d’Aosta, il Molise e la Basilicata.

In 9 regioni si è verificato un incremento nei consumi rispetto al 2017, in altrettante regioni si registra una perdita, mentre in 2 territori i consumi sono rimasti sostanzialmente invariati. In particolare, si osservano riduzioni consistenti nelle Marche (-4,5%), in Veneto (-3,2%), in Sicilia (-2,7%) e in Calabria (-2,6%). Le crescite più significative, invece, si osservano in Sardegna (+8,3%), Trentino-Alto Adige (+6,5%) e Basilicata (+6%); una sostanziale stabilità si evidenzia per la Campania e la Lombardia.

 

*I grafici e le elaborazioni provengono dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (fonte ARERA-rel. Annuale 2019).

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